Uno smeraldo di taglio tondo da 0,25 carati, trattenuto da quattro griffe al centro di un halo e di un pavé per complessivi 0,22 carati di diamanti D–F, in oro bianco 18k.
Lo smeraldo è un berillo, non un corindone, e questo cambia ciò che la montatura deve fare. Con 7,5–8 sulla scala di Mohs è sensibilmente più tenero dello zaffiro a 9 o del diamante a 10; soprattutto, è una pietra che cresce con fessure interne — le inclusioni che il mestiere chiama giardino. Quelle fessure fanno la bellezza dello smeraldo e la sua relativa fragilità. Qui l’halo non serve quindi solo a ingrandire la pietra: la corona di diamanti e metallo sporge oltre la cintura dello smeraldo e incassa i colpi che altrimenti prenderebbe lui.
Due conseguenze pratiche. Quasi tutti gli smeraldi sul mercato sono trattati con olio o resina per colmare le fessure che affiorano in superficie — è prassi normale e accettata del settore, non un difetto, e si fa da secoli. E poiché quel riempimento può essere espulso, uno smeraldo non deve mai finire in un pulitore a ultrasuoni. Acqua tiepida e uno spazzolino morbido, nulla di più.
Una pietra verde più dura per il porto quotidiano: anello halo zaffiro verde 0,34 ct.


