0,40 carati, certificato GIA colore F e purezza SI1, incastonato in oro bianco 18k.
Colore e purezza sono le due righe che tutti leggono su un rapporto GIA. Non sono le due che decidono come appare un diamante. Ecco cos’altro c’è sulla pagina, e perché conta più di quanto si dica.
Grado di taglio. Lo ricevono solo i brillanti rotondi, ed è il più forte predittore di luminosità. Una pietra mal proporzionata perde luce dal padiglione e appare spenta, a qualsiasi grado di colore. Legga questa riga per prima.
Lucidatura e simmetria. Graduate separatamente dal taglio. La simmetria descrive se le faccette si incontrano dove devono; una simmetria scadente disperde il disegno del ritorno di luce e si vede come uno scintillio leggermente inquieto, non risolto.
Fluorescenza. Circa un diamante su tre emette luce blu sotto ultravioletto. Da debole a media è neutra e talvolta perfino favorevole su una pietra più calda; forte può dare un aspetto lattiginoso alla luce del giorno, e sposta il prezzo.
F e SI1 le dicono che questa pietra è incolore e pulita a occhio. Il resto del rapporto le dice come si comporta.
Stesso peso e gradi, gambo stretto: 0,40 ct F SI1.




